November 30, 2024
Il capitalismo è la società della disuguaglianza sociale, quando il sistema periodicamente entra in crisi, industriali e banchieri scaricano sui lavoratori i costi dei fallimenti causati dalla speculazione e dalla concorrenza spietata e senza esclusione di colpi.
Il Censis ci dice che la disuguaglianza sociale è ancora aumentata, così come è accaduto ininterrottamente dal 1990 ad oggi, anni in cui si sono succeduti governi di Centro destra e Centro sinistra, il che significa e la storia del novecento conferma, che questi governi sono solo i due lati della faccia dello stesso sistema, quello capitalista.
Renzi è il continuatore più fedele e organico delle politiche che colpiscono i poveri e arricchiscono i ricchi, la legge quadro di precarizzazione del lavoro chiamata jobs act è la più coerente manifestazione di queste politiche.
I risultati al netto dell’evasione fiscale ( tollerata e incoraggiata dalle leggi di tutti i governi), dei miliardi nascosti da industriali e banchieri nei paradisi fiscali, ci dice il CENSIS, sono questi:
I 10 uomini più ricchi d’Italia dispongono di un patrimonio di circa 75 miliardi di euro, pari a quello di quasi 500 mila famiglie operaie messe insieme.
Poco meno di 2 mila italiani ricchissimi, membri del club mondiale degli ultraricchi, dispongono di un patrimonio complessivo superiore a 169 miliardi di euro (senza contare il valore degli immobili): cioè lo 0,003% della popolazione italiana possiede una ricchezza pari a quella del 4,5% della popolazione totale.
Le distanze nella ricchezza sono cresciute nel tempo. Oggi, in piena crisi, il patrimonio di un dirigente è pari a 5,6 volte quello di un operaio, mentre era pari a circa 3 volte vent’anni fa.
Il patrimonio di un libero professionista è pari a 4,5 volte quello di un operaio (4 volte vent’anni fa).
Chi più aveva, più ha avuto.
Rispetto a dodici anni fa, i redditi familiari annui degli operai sono diminuiti, in termini reali, del 17,9%, quelli degli impiegati del 12%, mentre i redditi dei dirigenti sono aumentati dell’1,5%.
Nelle famiglie a rischio povertà la nascita di un figlio è un problema grave. Con due figli le famiglie dei lavoratori finiscono nella povertà nel 33 % dei casi. Avere figli raddoppia il rischio di finire indebitati per mutuo, affitti, bollette o altro.
La conclusione è che la classe dei padroni e dei dirigenti è sempre più ricca, mentre operai e impiegati sono sempre più sull’orlo della povertà.
La proletarizzazione del ceto medio procede a passi da gigante, basta vedere lo studio sull’andamento degli stipendi nella scuola fatto dai COBAS. “In base al confronto tra le tabelle stipendiali e il FOI (indice Istat dei prezzi per famiglie, operai e impiegati) dal 1990 al 2013 un dipendente della scuola con 20 anni di servizio ha perso mediamente il 28,5% di potere d’acquisto, corrispondenti a una perdita lorda mensile di 460 € per il collaboratore scolastico o di 650 € per un docente laureato delle superiori”.
CON IL GOVERNO DI CENTRODESTRASINISTRA di RENZI, ALFANO, FASSINA, PER GLI OPERAI E GLI IMPIEGATI, PER I CETI POVERI DEL PAESE LA SITUAZIONE NON PUO’ CHE PEGGIORARE.
Associazione Culturale CASA ROSSA
Lascia un commento